A zonzo in città: miniguida di sopravvivenza urbana

Devo essere onesta andare a zonzo con bimba in città non è la cosa più facile e rilassante del mondo!

Buche, passerelle bloccate da auto, sampietrini saltati e semafori impazziti, e quindi come cavarsela?

All’inizio, sono sicurissima di essere sembrata davvero strana ed impacciata alla guida di un quattroruote rosso fiammante ed un esserino fragile da scarrozzare in giro per le strade di Napoli. Ci ho messo almeno una settimana a capire che se avessi fatto leva sulla pedana del passeggino i marciapiedi non mi sarebbero sembrati insormontabili montagne e sopratutto come chiuderlo rapidamente senza lanciare improperi…

Sembra già passato un secolo dalle nostre prime uscite, ma se tornassi indietro metterei sicuramente in pratica due o tre cosine che ho imparato per facilitarmi la vita!

  1. Alternative al passeggino

Udite udite, il passeggino è necessario ma non indispensabile!

Una cara amica mi ha regalato una fascia portabebè e dopo aver guardato una serie di tutorial per capire come infilarci la mia piccola, è diventata davvero la mia migliore amica! Usare la fascia per girare Napoli, al di là degli sguardi un pò invadenti e di commenti di ogni tipo (ovviamente non richiesti) ‘ma non ti pesa’, ‘povera bambina sai come sta scomoda..’ si è rivelata la mia salvezza.

a zonzo in fascia

Pratica, comoda sia per me che per la mia bimba, è stata fondamentale per veloci uscitine e facili spostamenti. Ambra l’adora, sopratutto da quando abbiamo sperimentato la posizione frontale che le permette di osservare il mondo all’altezza di un adulto, è tutta un sorriso e una festa.

2.Chiedere aiuto, i bambini fanno miracoli!

Ovviamente non sempre scelgo di uscire con la fascia ed adesso che bimba è più grandicella il passeggino spesso è d’obbligo, sopratutto quando si deve stare fuori casa a lungo e l’esserino potrebbe addormentarsi da un momento all’altro nel pieno delle nostre attività. Come si fa a salire delle scale di cui non sapevo l’esistenza o aggirare un ostacolo? Mia nonna dice sempre che chi ha la lingua va in America e, se all’inizio mi imbarazzava domandare al passante di turno un aiuto, adesso ho capito che almeno i miei concittadini napoletani si sciolgono davanti ad un bambino ed una mamma in difficoltà… e spesso si propongono con entusiasmo anche senza una richiesta!

3.Prediligire mezzi su rotaia

Ovviamente la nostra città fatta di salite e discese e di autobus non proprio in orario e davvero sempre affollati non permettono agili spostamenti in ogni dove. Così lungi dal rinunciare a raggiungere le mie mete preferisco muovermi usando i mezzi su rotaia: metropolitana, funicolare, cumana o una combinazione di questi, dove ci sono degli ascensori (quasi sempre funzionanti), delle sale d’aspetto con panchine dove riprendere fiato, la maggior parte delle volte un bar per saziare un’eventuale attacco di fame improvvisa da mamma in allattamento!

Stazione Metro Toledo

Ovviamente ho imparato ad evitare assolutamente le ore di punta perchè, trovarsi in un mezzo pubblico affollato con bebè e passeggino rischia di diventare il più grande incubo della giornata tra sguardi di rimprovero e sbuffi di disapprovazione, perchè pur di tornare a casa presto dopo il lavoro non c’è bambino che tenga!

1 commento

  1. […] A giudicare da molte conversazioni avute con altri genitori, Napoli non è una città per bambini… Da neomamma sono d’accordo ma solo in parte! Ve ne avevo già parlato nella mia Miniguida di sopravvivenza urbana! […]

Lascia un commento